Valentina Di Paola

Alcuni cani imparano nuove parole origliando i nostri discorsi

(8 Gennaio 2026)

Roma – Alcuni cani dotati di capacità di apprendimento delle parole possono imparare nuovi termini ascoltando le conversazioni dei loro proprietari. Questo curioso risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Science, condotto dagli scienziati dell’Università di Medicina Veterinaria e dell’Università Eötvös Loránd. Il team, guidato da Shany Dror, ha valutato un gruppo di dieci cani dotati della capacità di apprendere nuove parole, che sono stati testati in varie situazioni. Alcuni esemplari di canidi, spiegano gli esperti, possono imparare nuove parole anche quando ciò che rappresentano non viene presentato loro direttamente. Tali capacità, riportano gli studiosi, pongono questi animali allo stesso livello linguistico dei bambini di età compresa tra 18 e 23 mesi. I risultati, commentano gli autori, dimostrano che gli esseri umani non sono gli unici animali in grado di apprendere parole ascoltando le interazioni di terze parti. I bambini piccoli, spiegano gli scienziati, possono facilmente imparare nuove parole attraverso una varietà di processi diversi. Tra questi, uno dei più comuni è l’apprendimento tramite discorsi indiretti, in cui gli adulti non si rivolgono a loro e i bambini osservano passivamente le interazioni tra interlocutori. Nell’ambito dell’indagine, i ricercatori hanno considerato due situazioni: nella prima i proprietari introducevano due nuovi giocattoli, che venivano nominati ripetutamente mentre interagivano direttamente con il cane.

Bryn, un Border Collie maschio di 11 anni proveniente dal Regno Unito, che conosce i nomi di circa 100 giocattoli.
Credito
Foto di: Helen Morgan

Nel secondo scenario, invece, gli animali osservavano passivamente mentre gli esseri umani parlavano con un’altra persona dei giocattoli. Nel complesso, riportano i ricercatori, in ogni condizione, i cani avevano ascoltato il nome dei nuovi oggetti per soli otto minuti. Successivamente, per verificare le competenze canine, i giocattoli sono stati posizionati in una stanza diversa e i proprietari hanno chiesto ai cani di recuperare ogni oggetto. In entrambe le situazioni, sette cani su dieci erano stati in grado di imparare i nuovi lemmi. Le prestazioni degli animali erano accurate già nel primo test, con il 100 e l’80 per cento delle scelte corrette rispettivamente nei due scenari. In un altro esperimento, i ricercatori hanno introdotto una nuova sfida: i proprietari hanno prima mostrato ai cani i giocattoli e poi li hanno messi in un recipiente, nominandoli solo quando erano fuori dall’angolo di visione, in modo da creare separazione temporale tra la vista dell’oggetto e il termine ad esso associati. Nonostante la discontinuità, la maggior parte degli animali ha imparato con successo le nuove parole. “Questi risultati – afferma Claudia Fugazza, dell’Università ELTE di Budapest – suggeriscono che i cani dotati di queste capacità di apprendimento possono utilizzare in modo flessibile una varietà di meccanismi diversi per apprendere nuovi termini”. L’indagine suggerisce che l’abilità di apprendere da un discorso ascoltato per caso potrebbe basarsi su meccanismi socio-cognitivi generali condivisi tra le specie, piuttosto che essere legata esclusivamente al linguaggio umano. “Questi cani dotati di abilità tanto particolari – conclude Dror – rappresentano un modello eccezionale per esplorare alcune delle capacità cognitive che hanno permesso agli esseri umani di sviluppare il linguaggio”. (30Science.com)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).