Roma – Dopo oltre quindici anni di crescita ininterrotta, le morti per overdose da oppioidi sintetici negli Stati Uniti, in particolare da fentanyl, hanno iniziato a diminuire in modo netto e inatteso a partire dalla metà del 2023, con un calo di oltre un terzo entro la fine del 2024 rispetto al picco di 76.000 decessi registrato nel 2023, un’inversione di tendenza che ha pochi precedenti e che potrebbe essere spiegata, almeno in parte, da un improvviso shock dell’offerta illegale di fentanyl su scala internazionale. È quanto emerge da un Policy Forum pubblicato su Science da un gruppo di ricercatori guidato da Kasey Vangelov e Peter Reuter dell’University of Maryland, con la partecipazione di Keith Humphreys della Stanford School of Medicine, Jonathan P. Caulkins della Carnegie Mellon University, Harold Pollack dell’University of Chicago e contributi di esperti collegati all’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine. Secondo l’analisi, ricostruire le dinamiche di un mercato illecito e segreto come quello del fentanyl è estremamente complesso, ma la convergenza di più indicatori indipendenti suggerisce una significativa interruzione della catena di approvvigionamento avvenuta tra la metà e la fine del 2023, in coincidenza temporale con il calo delle overdose fatali. Gli autori hanno integrato dati ufficiali statunitensi e canadesi su decessi, sequestri e purezza della sostanza con un’analisi originale dei contenuti pubblicati su Reddit, dove utenti statunitensi attivi nei forum dedicati agli oppioidi hanno segnalato in modo anomalo e ripetuto una “drought”, una carenza di fentanyl, a partire dall’estate 2023. Parallelamente, i dati della Drug Enforcement Administration mostrano che la purezza media del fentanyl sequestrato, in particolare in polvere, ha iniziato a diminuire nello stesso periodo, passando da valori intorno al 25% nel 2023 a circa l’11% entro la fine del 2024, mentre anche il numero totale di sequestri ha registrato un calo significativo nonostante l’attenzione costante delle forze dell’ordine. Un confronto internazionale rafforza l’ipotesi dello shock dell’offerta: in Canada, dove oltre l’80% delle morti da oppioidi è legato al fentanyl e dove la produzione illegale avviene in larga parte sul territorio nazionale a partire da precursori chimici importati, i decessi e diversi indicatori sanitari hanno iniziato a diminuire nello stesso arco temporale, suggerendo una causa comune a monte piuttosto che interventi locali isolati negli Stati Uniti o in Messico. Gli autori indicano come possibile fattore chiave un inasprimento dei controlli da parte della Cina sulla produzione e sull’esportazione dei precursori chimici utilizzati per sintetizzare il fentanyl, con azioni documentate tra la fine del 2023 e il 2024, tra cui la rimozione di decine di migliaia di annunci online e la chiusura di piattaforme di vendita, oltre a una maggiore cooperazione internazionale in materia di contrasto al traffico di droghe sintetiche. Pur sottolineando che lo studio non consente di stabilire un nesso causale definitivo e che altri fattori, come l’uscita dalla fase più acuta della pandemia, potrebbero aver contribuito al calo, i ricercatori osservano che il tempismo e la coerenza dei dati rendono plausibile un ruolo centrale della riduzione dell’offerta. Se confermata, questa dinamica avrebbe importanti implicazioni di politica pubblica: da un lato mostrerebbe che interventi mirati sulle filiere internazionali dei precursori possono produrre effetti rapidi sulla mortalità senza ricorrere a campagne massive di arresti a livello locale; dall’altro indicherebbe che il calo potrebbe essere temporaneo, poiché le organizzazioni criminali tendono ad adattarsi agli shock, rendendo urgente sfruttare questa finestra per rafforzare prevenzione e trattamenti contro la dipendenza e ridurre la domanda di oppioidi sintetici.(30Science.com)
