Valentina Arcovio

Una vittima su sette di attacchi di cani riporta trauma psicologico

(9 Gennaio 2026)

Roma Non solo morsi e ferite profonde: l’impatto degli incidenti legati ai cani lascia cicatrici invisibili ma profonde. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Injury Prevention, una persona su sette tra quelle coinvolte in incidenti con cani (morsi o scontri fisici) sviluppa un trauma mentale diagnosticato, come fobie specifiche o disturbo da stress post-traumatico (PTSD). La ricerca, condotta su dati relativi a Inghilterra e Galles tra il 2017 e il 2024, evidenzia un’emergenza di salute pubblica e sociale: oltre la metà delle vittime ha dovuto assentarsi dal lavoro e ha subito una perdita di guadagno a causa delle lesioni riportate. Dallo studio emerge un quadro preoccupante sulla sicurezza negli spazi pubblici. In Inghilterra, le ammissioni ospedaliere per lesioni legate ai cani sono quadruplicate in 25 anni, passando da 4,76 su 100.000 persone nel 1998 a 18,7 nel 2023. Nel 79% dei casi di morso e nell’86% degli incidenti senza morso (come l’essere travolti), il cane non era al guinzaglio. Sebbene molti morsi avvengano presso abitazioni private (spesso ai danni di addetti alle consegne, che rappresentano il 28% delle vittime), quasi la metà degli incidenti “non da morso” avviene in parchi, riserve naturali o strade pubbliche. Oltre al 15% di diagnosi psichiatriche formali, il 90% delle vittime di morsi riferisce conseguenze psicologiche generiche, tra cui ansia e disturbi del sonno. Sul fronte fisico, le lesioni non sono meno gravi: il 25% dei morsi richiede un intervento chirurgico, mentre gli incidenti senza morso causano nel 73% dei casi fratture ossee. Di fronte a questi dati, i ricercatori chiedono un intervento legislativo urgente. Attualmente, in molti contesti, l’uso del guinzaglio è solo raccomandato e non imposto per legge. “I dati indicano i cani non tenuti al guinzaglio in luoghi pubblici come il principale fattore scatenante”, spiegano gli esperti. La proposta è quella di rendere obbligatorio l’uso di un guinzaglio corto (inferiore ai 2 metri) su tutte le strade pubbliche e nelle aree verdi urbane, lasciando alle autorità locali il compito di individuare specifiche aree di sgambamento per garantire il benessere animale.(30Science.com)

Valentina Arcovio