Roma – In alcuni casi selezionati e a discrezione dei medici curanti, campioni di tessuto (biopsie) di pazienti ustionati dal disastro di Crans-Montana sono stati inviati per la bioingegneria degli innesti sperimentali denovoSkin. La conferma arriva dall’équipe chirurgica dell’Ospedale universitario di Zurigo, dove è in corso la sperimentazione clinica di fase III dei nuovi tessuti cutanei bioingegnerizzati sviluppati a partire dalla ricerca dell’Università di Zurigo. L’incendio di Crans-Montana ha causato la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116; tra 80 e 100 di queste, per lo più giovani, hanno riportato ustioni gravi, spesso estese a oltre il 60% della superficie corporea, una condizione che comporta sfide terapeutiche estreme e richiede cure altamente specializzate. Per molti dei feriti, Zurigo è diventata un punto di riferimento grazie ai centri per ustioni gravi dell’Ospedale Pediatrico Universitario e dell’Ospedale Universitario di Zurigo, considerati tra i più avanzati in Europa. Il trattamento standard prevede una prima fase di stabilizzazione in terapia intensiva, seguita dalla rimozione chirurgica della pelle necrotica per prevenire infezioni e preparare la guarigione; successivamente, le ferite vengono coperte inizialmente con materiali biologici o sintetici temporanei e poi con innesti cutanei autologhi a spessore parziale, ottenuti prelevando sottili strati di pelle sana da aree non lese del corpo.

L’idea rivoluzionaria alla base degli innesti cutanei bioingegnerizzati è stata quella di combinare cellule provenienti dai due strati della pelle, l’epidermide e il derma, per rendere gli impianti elastici e in grado di crescere con il paziente. (Immagine: Wyss Zurich)
Queste procedure salvano vite, ma presentano limiti importanti, soprattutto nei casi di ustioni estese, quando la disponibilità di pelle sana è ridotta e la formazione di cicatrici rigide e debilitanti può compromettere in modo permanente la qualità della vita; nei bambini, inoltre, gli autoinnesti non crescono con il corpo, rendendo necessari ulteriori interventi nel tempo. Per superare questi limiti, all’Università di Zurigo è stata avviata oltre 25 anni fa una ricerca di base sugli innesti cutanei a doppio strato, capaci di imitare meglio la struttura e la funzione della pelle naturale. Presso la Tissue Biology Research Unit dell’Ospedale Pediatrico Universitario, il gruppo guidato da Ernst Reichmann ha sviluppato un sostituto cutaneo contenente sia l’epidermide sia il derma, dimostrando in studi clinici che la presenza dello strato dermico rende l’innesto elastico e in grado di crescere nei pazienti pediatrici. Da questo lavoro è nata nel 2017 la spin-off Cutiss, cofondata dalla biotecnologa Daniela Marino, oggi amministratrice delegata, che ha trasformato il risultato della ricerca in un prodotto clinico denominato denovoSkin: un innesto di pelle viva coltivato in laboratorio a partire da una piccola biopsia cutanea del paziente, grande quanto un francobollo, senza rischio di rigetto. I dati clinici a lungo termine raccolti finora, sia nel trattamento delle ustioni sia nella chirurgia ricostruttiva, indicano che gli innesti cutanei a doppio strato chiudono le ferite in modo sicuro, preservano la pelle sana e migliorano la qualità delle cicatrici rispetto allo standard di cura. Attualmente Cutiss è in grado di coltivare più innesti di 50 centimetri quadrati ciascuno nell’arco di quattro settimane. La sperimentazione clinica di fase III, avviata nella primavera del 2025, coinvolge 20 centri ustioni in otto Paesi dell’Unione Europea e in Svizzera e mira a confermare su larga scala efficacia e sicurezza del trattamento, passaggio indispensabile per l’approvazione regolatoria. Le biopsie inviate dai pazienti di Crans-Montana evidenziano al tempo stesso il potenziale e la complessità di una produzione personalizzata di tessuto cutaneo vivo, che richiede infrastrutture specializzate, processi altamente standardizzati e personale qualificato; per questo Cutiss ha sviluppato sistemi di produzione automatizzati in collaborazione con il partner industriale Tecan, con l’obiettivo di rendere la tecnologia scalabile e accessibile. Nel complesso, denovoSkin rappresenta uno degli esempi più avanzati di trasferimento dalla ricerca di base all’innovazione clinica, con ricadute concrete per il trattamento dei pazienti con ustioni gravi. (30Science.com)
