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Svelato il sito dell’accoppiamento degli squali tigre alle Hawaii

(19 Gennaio 2026)

Roma – Dopo anni di ipotesi e osservazioni frammentarie, uno studio coordinato dall’Università delle Hawaii a Mānoa ha individuato per la prima volta un potenziale sito di accoppiamento stagionale per gli squali tigre, una delle specie di grandi predatori marini più diffuse e studiate al mondo. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Scientific Reports, si basa su sei anni di dati di tracciamento acustico e indica le acque al largo di Olowalu, sull’isola di Maui, come un’area di convergenza prevedibile per maschi e femmine adulti di squalo tigre (Galeocerdo cuvier), mettendo in discussione l’idea consolidata di questi animali come esclusivamente solitari. Gli squali tigre sono noti per i loro ampi spostamenti oceanici e per un comportamento che, fino a oggi, appariva poco strutturato dal punto di vista sociale. Proprio per questo, spiegano i ricercatori dello Shark Lab dell’Hawaiʻi Institute of Marine Biology (HIMB), individuare un pattern stagionale così coerente rappresenta una svolta nella comprensione della loro biologia riproduttiva. I dati mostrano infatti una forte sovrapposizione spaziale e temporale di individui sessualmente maturi di entrambi i sessi nello stesso periodo dell’anno, accompagnata da segni fisici compatibili con attività di accoppiamento. “Gli squali tigre tendono a muoversi su grandi distanze seguendo traiettorie che spesso sembrano casuali”, spiega Paige Wernli, prima autrice dello studio e dottoranda presso l’HIMB.

Paige Wernli con uno squalo tigre.
Credito
Cory Fults

“Osservare una presenza così prevedibile nello stesso luogo e nello stesso periodo dell’anno è stato inatteso e suggerisce che non si tratti di incontri fortuiti, ma di un comportamento riproduttivo strutturato”. Secondo Carl Meyer, coautore dello studio e responsabile dello Shark Lab dell’HIMB, si tratta della prima evidenza concreta di un’area di aggregazione per l’accoppiamento degli squali tigre a livello globale. “A nostra conoscenza – afferma – nessun sito di questo tipo era mai stato identificato. Questo lavoro aggiunge un tassello fondamentale alla comprensione di come e dove si riproduce una specie chiave per gli ecosistemi marini tropicali”. Lo studio evidenzia anche un’interessante coincidenza ecologica: la presenza stagionale degli squali tigre a Olowalu coincide con l’arrivo delle megattere nelle acque hawaiane, dove partoriscono e allevano i piccoli. Questa sovrapposizione suggerisce che l’area possa offrire non solo opportunità riproduttive, ma anche alimentari, legate alla disponibilità di risorse associate ai cetacei, come carcasse o placente. “Accoppiamento e foraggiamento potrebbero non essere processi separati”, osserva Wernli, “e insieme potrebbero spiegare perché gli squali scelgono proprio quest’area e questo periodo dell’anno”. Le aggregazioni osservate non sono dense né concentrate in spazi ristretti, ma si estendono per diversi chilometri e durano mesi, indicando una forma di ‘raduno diffuso’ piuttosto che un incontro puntuale. Per ottenere questi risultati, il team ha catturato in sicurezza grandi squali per impiantare trasmettitori acustici e ha mantenuto una vasta rete di ricevitori sottomarini distribuiti in tutto l’arcipelago hawaiano, un lavoro di lungo periodo che ha richiesto pazienza e continuità. I ricercatori intendono ora approfondire lo studio utilizzando sensori ancora più avanzati, come telecamere e accelerometri montati sugli animali, per documentare direttamente i comportamenti di accoppiamento e le interazioni con le megattere. La scoperta ha implicazioni rilevanti anche per la conservazione, poiché identificare aree e periodi critici per la riproduzione può contribuire a una gestione più efficace degli squali tigre e degli ecosistemi marini di cui sono parte integrante. (30Science.com)

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