Gianmarco Pondrano d'Altavilla

Parisi, su IA tensione nazionalistica, si rischiano nuovi conflitti

(2 Dicembre 2025)

Roma – “A questo punto, ciò verso cui potremmo andare è in una situazione di, in qualche modo, di nazionalismo delle risorse e di mercantilismo dell’IA”. Lo ha detto il premio Nobel Giorgio Parisi, presidente emerito dell’Accademia Nazionale dei Lincei, intervenuto oggi al convegno “Guerra e Pace: nelle prospettive economiche, sociali, morali e religiose”. L’evento, organizzato dalla stessa Accademia dei Lincei, è stato dedicato a “sviluppare una riflessione interdisciplinare ad ampio spettro su cause, natura e forme della guerra e sulle possibilità di costruzione della pace, con la speranza di gettare luce sulle interrelazioni tra i vari aspetti di una situazione estremamente complessa e di fornire strumenti di ragionevolezza a dibattiti spesso frammentati e unilaterali”. Parisi nel suo discorso ha richiamato i diversi punti di preoccupazione di natura economica che affliggono il settore dell’Intelligenza Artificiale (IA), sottolineando concentrazioni di potere in capo a singoli attori privati e a singole nazioni . Dai materiali di base ai chip sino ai dati tutti questi elementi fondamentali per la realizzazione delle IA rischiano, per il possesso da parte di singoli o limitati stakeholder, di generare conflitti che possono degenerare in vere e proprie guerre. Per far fronte a questo pericolo si aprono ben pochi scenari, secondo il premio Nobel: “Cosa si può pensare di fare in futuro? Beh, nel futuro possiamo andare in una direzione di scontro da un lato, o possiamo andare in una situazione diversa. Possiamo immaginare che ci possano fare dei trattati sull’elaborazione dell’Intelligenza Artificiale. Pensare di mettere, di fare una garanzia internazionale sulle catene di approvvigionamento e fare delle delle situazioni internazionali di verifiche. I trattati, contrariamente a quello che ha detto Trump un mesetto fa, per sul controllo delle testate nucleari funzionano perfettamente. Anche perché c’è l’idea che fa un lavoro egregio nel controllo. Quindi, a questo punto, sarebbe importante che nascesse un’agenzia internazionale sotto l’egida dell’ONU per un organismo multilaterale di controllo dell’Intelligenza Artificiale, arrivare a accordi internazionali sul controllo dei dati e relativi all’informazione, e poi risorse sistematiche per il controllo e, poi, avere degli accordi per in qualche modo garantire la distribuzione equa di chip”. E ha aggiunto a livello di geopolitica: “E poi, l’altra cosa che è fondamentale, che ripeto sempre, è che l’Europa non sia schiacciata fra Cina e Stati Uniti, ma possa sviluppare una sua capacità indipendente di fare ricerca su questo campo e poi di fare anche applicazioni industriali, perché altrimenti ne va via completamente della nostra sovranità”. (30Science.com)

Gianmarco Pondrano d'Altavilla