Roma – “A questo punto, ciò verso cui potremmo andare è in una situazione di, in qualche modo, di nazionalismo delle risorse e di mercantilismo dell’IA”. Lo ha detto il premio Nobel Giorgio Parisi, presidente emerito dell’Accademia Nazionale dei Lincei, intervenuto oggi al convegno “Guerra e Pace: nelle prospettive economiche, sociali, morali e religiose”. L’evento, organizzato dalla stessa Accademia dei Lincei, è stato dedicato a “sviluppare una riflessione interdisciplinare ad ampio spettro su cause, natura e forme della guerra e sulle possibilità di costruzione della pace, con la speranza di gettare luce sulle interrelazioni tra i vari aspetti di una situazione estremamente complessa e di fornire strumenti di ragionevolezza a dibattiti spesso frammentati e unilaterali”. Parisi nel suo discorso ha richiamato i diversi punti di preoccupazione di natura economica che affliggono il settore dell’Intelligenza Artificiale (IA), sottolineando concentrazioni di potere in capo a singoli attori privati e a singole nazioni . Dai materiali di base ai chip sino ai dati tutti questi elementi fondamentali per la realizzazione delle IA rischiano, per il possesso da parte di singoli o limitati stakeholder, di generare conflitti che possono degenerare in vere e proprie guerre. Per far fronte a questo pericolo si aprono ben pochi scenari, secondo il premio Nobel: “Cosa si può pensare di fare in futuro? Beh, nel futuro possiamo andare in una direzione di scontro da un lato, o possiamo andare in una situazione diversa. Possiamo immaginare che ci possano fare dei trattati sull’elaborazione dell’Intelligenza Artificiale. Pensare di mettere, di fare una garanzia internazionale sulle catene di approvvigionamento e fare delle delle situazioni internazionali di verifiche. I trattati, contrariamente a quello che ha detto Trump un mesetto fa, per sul controllo delle testate nucleari funzionano perfettamente. Anche perché c’è l’idea che fa un lavoro egregio nel controllo. Quindi, a questo punto, sarebbe importante che nascesse un’agenzia internazionale sotto l’egida dell’ONU per un organismo multilaterale di controllo dell’Intelligenza Artificiale, arrivare a accordi internazionali sul controllo dei dati e relativi all’informazione, e poi risorse sistematiche per il controllo e, poi, avere degli accordi per in qualche modo garantire la distribuzione equa di chip”. E ha aggiunto a livello di geopolitica: “E poi, l’altra cosa che è fondamentale, che ripeto sempre, è che l’Europa non sia schiacciata fra Cina e Stati Uniti, ma possa sviluppare una sua capacità indipendente di fare ricerca su questo campo e poi di fare anche applicazioni industriali, perché altrimenti ne va via completamente della nostra sovranità”. (30Science.com)
Gianmarco Pondrano d'Altavilla
Parisi, su IA tensione nazionalistica, si rischiano nuovi conflitti
(2 Dicembre 2025)
Gianmarco Pondrano d'Altavilla