Roma – “Dobbiamo riconoscere che ci troviamo di fronte a un nuovo e inaspettato salto qualitativo. Se il potere che si esercitava nel design e nella messa in opera di oggetti solidi era la forma di potere tecnologico di un tempo, oggi sembra di avere a che fare con una realtà costantemente fluida perché definita dal software” . Così Paolo Benanti – francescano, Professore della Pontificia Università Gregoriana, Presidente della Commissione Intelligenza Artificiale per il Governo italiano e membro del comitato consultivo delle Nazioni Unite sull’intelligenza artificiale (IA) – è intervenuto oggi al convegno “Guerra e Pace: nelle prospettive economiche, sociali, morali e religiose” organizzato dalla stessa Accademia dei Lincei e dedicato a “sviluppare una riflessione interdisciplinare ad ampio spettro su cause, natura e forme della guerra e sulle possibilità di costruzione della pace, con la speranza di gettare luce sulle interrelazioni tra i vari aspetti di una situazione estremamente complessa e di fornire strumenti di ragionevolezza a dibattiti spesso frammentati e unilaterali”. Per Benanti: “La transizione da artefatti analogici statici a oggetti definiti dal software rappresenta una trasformazione epocale che sta ridefinendo profondamente le dinamiche di potere e controllo sociale contemporanee”. In questa transizione di potere, anche il dominio della guerra viene coinvolto: “La mente umana è il nuovo teatro operativo, il sesto dominio della guerra – spiega Benanti – dopo terra, mare, aria, spazio e cyberspazio. In questo orizzonte la battaglia non mira più alla conquista territoriale o alla distruzione delle infrastrutture fisiche, ma all’hackeraggio del logos, alla manipolazione dei processi cognitivi profondi attraverso cui individui e collettività interpretano la realtà”. Per far fronte a tutto questo: “ Siamo chiamati a contrastare il potere in mano a pochi con la democratizzazione della cultura: solo con questa capacità di controllare il potere- conclude – potremo trasformare la guerra in pace”. (30Science.com)
Gianmarco Pondrano d'Altavilla
Benanti, con l’IA, i nostri pensieri diventano un campo di battaglia
(2 Dicembre 2025)
Gianmarco Pondrano d'Altavilla