Roma – Mappate e quantificate le emissioni di metano a livello di impianto in migliaia di siti in tutto il mondo. A farlo una squadra di ricerca guidata da Dylan Jervis, del GHGSat Inc. Lo studio, descritto su Science, ha utilizzato i dati ad alta risoluzione della costellazione satellitare GHGSat. Questi risultati offrono una visione molto più dettagliata delle emissioni del settore energetico rispetto ai metodi tradizionali. Il metano è un potente gas serra, e le sue emissioni da fonti concentrate, “fonti puntiformi”, come gli impianti di petrolio, gas e carbone sono difficili da catturare accuratamente con i metodi di monitoraggio convenzionali. I metodi tradizionali comportano dei limiti. Gli inventari Bottom-up si basano su misurazioni a terra limitate o su ipotesi, e spesso non riescono a rilevare perdite inattese o di breve durata; mentre gli approcci Top-down forniscono dati diretti, ma generalmente mancano della risoluzione necessaria per identificare le singole fonti di emissione. La rete satellitare GHGSat combina elevata risoluzione spaziale, alta sensibilità e ampia copertura globale, colmando il divario nei metodi di monitoraggio. Analizzando le osservazioni GHGSat del 2023, i ricercatori hanno stimato le emissioni medie annuali di 3.114 impianti di petrolio, gas e carbone. Queste fonti hanno rilasciato un totale di circa 8,3 milioni di tonnellate di metano all’anno. Lo studio ha analizzato i modelli di emissione dei singoli impianti, rivelando importanti differenze. Le emissioni di petrolio e gas fluttuano molto di più, sono più variabili nel tempo, rispetto alle emissioni di carbone. Ciò significa che il monitoraggio del settore petrolifero e del gas richiede molte più osservazioni satellitari ripetute per una quantificazione accurata. Le stime sulle emissioni di carbone ad alta risoluzione hanno mostrato una buona corrispondenza a livello nazionale con altri importanti inventari globali. Le stime sulle emissioni di petrolio e gas hanno mostrato solo una moderata concordanza e una correlazione debole a scale più dettagliate. Queste discrepanze sottolineano l’importanza cruciale dei satelliti ad alta risoluzione per identificare i grandi emettitori che sono variabili nel tempo e che gli inventari più ampi tendono a trascurare o a rappresentare in modo errato. Questo nuovo approccio fornisce informazioni vitali per lo sviluppo di strategie di mitigazione mirate e per migliorare l’accuratezza degli inventari globali di metano. (30Science.com)
Lucrezia Parpaglioni
Mappate le emissioni di metano a livello di impianto in tutto il mondo
(11 Dicembre 2025)
Lucrezia Parpaglioni
Sono nata nel 1992. Sono laureata in Media Comunicazione digitale e Giornalismo presso l'Università Sapienza di Roma. Durante il mio percorso di studi ho svolto un'attività di tirocinio presso l'ufficio stampa del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Qui ho potuto confrontarmi con il mondo della scienza fatto di prove, scoperte e ricercatori. E devo ammettere che la cosa mi è piaciuta. D'altronde era prevedibile che chi ha da sempre come idolo Margherita Hack e Sheldon Cooper come spirito guida si appassionasse a questa realtà. Da qui la mia voglia di scrivere di scienza, di fare divulgazione e perché no? Dimostrare che la scienza può essere anche divertente.