Emanuele Perugini

Economia della manipolazione digitale vale milioni e in Italia centinaia di migliaia di verifiche per profili falsi

(11 Dicembre 2025)

Roma – Un nuovo studio pubblicato su Science rivela per la prima volta la struttura globale dell’economia della manipolazione online: un mercato grigio internazionale che alimenta bot, profili falsi, campagne di disinformazione, truffe, boost artificiali di popolarità e influenze politiche coordinate. La ricerca si concentra sulle “fattorie di SIM” che vendono apertamente verifiche tramite SMS per profili falsi su centinaia di siti. Solo in Italia sarebbero milioni gli SMS di verifica pronti all’uso.

Per registrare un nuovo account, le piattaforme online richiedono la verifica tramite SMS (Short Message Service): un messaggio di testo contenente un codice inviato a un numero di telefono valido. Questo serve a confermare che la configurazione è stata effettuata da una persona. Nell’ultimo decennio è emerso un mercato globale poco chiaro, dotato di infrastrutture in grado di aggirare questo protocollo di sicurezza e di generare e vendere automaticamente account falsi in blocco. Le aziende che affermano di offrire soluzioni per la privacy gestiscono “fattorie” di migliaia di schede SIM e banche SIM, sia reali che virtuali, per fornire verifiche tramite SMS e reindirizzare il traffico web attraverso le reti mobili per mascherarne l’origine. Gli account falsi acquistati da questo “mercato grigio transnazionale” di aziende informali, spesso con sede in giurisdizioni con scarsa supervisione legale, sono al centro delle truffe online.

Una singola SIM può essere sfruttata per centinaia di piattaforme diverse, dal commercio online ai social, dai giochi ai servizi di messaggistica. I venditori massimizzano i profitti offrendo verifiche per app altamente richieste – come Facebook, Instagram, Telegram o TikTok – e poi monetizzano un lungo elenco di piattaforme secondarie.

Analizzando oltre un anno di dati, i ricercatori mostrano come il costo per “fabbricare” un esercito di account falsi dipenda soprattutto dal prezzo delle SIM locali, dai costi degli SMS e dal livello di regolamentazione nazionale. Lo studio rivela che Stati Uniti, Regno Unito e Russia sono oggi tra i Paesi più economici per creare profili falsi, mentre Giappone e Australia risultano tra i più costosi. Per l’Italia, i dati COTSI indicano un mercato particolarmente attivo: oltre 140.000 verifiche disponibili ad esempio per Instagram e un costo di circa 0,32  dollari per singola operazione di verifica dell’ account, uno dei livelli più elevati in Europa per disponibilità di stock (questo alla data di questo articolo). I dati sono stati raccolti sulla piattaforma dell’Università di Cambridge COTSI (Cambridge Online Trust and Safety Index) .

Uno screenshot della prima pagina del Cambridge Online Trust and Safety Index (COTSI).
Credito
Anton Dek/Jon Roozenbeek

L’indice COTSI, basato su dati aggiornati quotidianamente, costruisce per la prima volta una mappa in tempo reale dei prezzi e delle disponibilità di account non autentici in 532 piattaforme globali. Il mercato evidenzia dinamiche economiche molto chiare: dove le SIM costano poco o vi sono regolazioni deboli, il prezzo delle verifiche crolla. Negli USA il costo medio osservato è di circa 0,26 dollari; nel Regno Unito scende fino a 0,10; in Russia a 0,08. All’opposto, Giappone e Australia registrano valori medi di 4,93 e 3,24 dollari. L’Italia si colloca in una fascia intermedio-alta, con un sorprendente stock di SMS di verifica di milioni di unità e un prezzo per singola verifica tramite SMS di 0.86 dollari.

Uno degli aspetti più sensibili dello studio riguarda le interferenze politiche. Analizzando i 30 giorni precedenti 61 elezioni nazionali tra il 2024 e l’estate successiva, i ricercatori osservano che i prezzi delle verifiche aumentano significativamente sulle piattaforme di messaggistica diretta – in particolare Telegram (+12%) e WhatsApp (+15%) – indicando picchi di domanda collegati a operazioni di influenza locale. Su queste app, infatti, il numero telefonico è visibile e deve essere registrato nel Paese target, rendendo necessario acquistare SMS locali. Non emerge invece una dinamica analoga su Facebook o Instagram, dove gli account possono essere creati in un Paese e impiegati per manipolare un altro.

Lo studio conferma che le scorte globali di account falsi sono più alte per piattaforme come X (Twitter), Uber, Discord, Amazon, Tinder e Steam.

La ricerca, che integra anche test effettuati dagli stessi scienziati, mostra come l’affidabilità delle verifiche vari molto tra provider: per esempio, i tentativi di registrare falsi account Facebook negli Stati Uniti riuscivano solo nel 21% dei casi con un provider, mentre superavano il 90% con un altro. Gran parte della differenza dipende dai sistemi di fingerprinting delle piattaforme, che tendono a bloccare numeri appartenenti a provider VoIP o SIM virtuali, mentre le schede fisiche risultano più difficili da identificare.

Il gruppo di Cambridge sostiene che queste informazioni possono guidare politiche più efficaci: regolamentare l’acquisto in massa di SIM, introdurre maggiore trasparenza sulla provenienza degli account, rafforzare gli strumenti di rilevamento delle fake identities. Il Regno Unito, che nel 2025 è diventato il primo Paese europeo a rendere illegali le SIM farms, potrebbe essere un caso pilota per valutare l’impatto regolatorio tramite COTSI.

La manipolazione digitale, spiegano gli autori, non è un fenomeno astratto ma un’economia parallela strutturata, con dinamiche di domanda e offerta, preferenze geografiche, stagionalità politica e forti disparità nei prezzi. L’esistenza di indicatori come COTSI permette – per la prima volta – di misurare l’“infrastruttura nascosta” della disinformazione e delle operazioni di influenza. “Comprendere il costo della manipolazione online è il primo passo per smantellarne il modello economico”, afferma il team.(30Science.com)

Emanuele Perugini
Sono un giornalista. Sono nato nel 1970 e ho cominciato a scrivere nel 1994. Non ho più smesso. Nel corso della mia carriera ho scritto molto di scienza, di ambiente, di salute cercando di portare la scienza e la profondità dell'analisi scientifiche in ogni ambito di cui mi sono occupato.