Valentina Di Paola

Nuovi dati ACT confermano la tensione di Hubble e restringono i modelli cosmologici estesi

(24 Novembre 2025)

Roma –  L’Atacama Cosmology Telescope (ACT) ha raccolto gli ultimi set di dati nel 2022, dopo quasi 20 anni di attività. A descrivere gli ultimi ritrovamenti effettuati grazie alla sua attività tre studi, pubblicati sul Journal of Cosmology and Astroparticle Physics (JCAP), condotti dagli scienziati della collaborazione dell’Atacama Cosmology Telescope. I paper segnano significativi progressi nella nostra comprensione dell’evoluzione dell’Universo e del suo stato attuale. I dati chiariscono diversi punti chiave, come la misurazione della costante di Hubble, che misura l’attuale tasso di espansione del cosmo e risulta notevolmente diversa dal valore derivato dall’Universo vicino. Allo stesso tempo, i risultati escludono anche alcune alternative teoriche al modello cosmologico standard. Da ultimo, l’ACT fornisce nuove mappe di polarizzazione del fondo cosmico a microonde. Il punto centrale riguarda la costante di Hubble: ACT conferma in modo indipendente il valore basso ottenuto da Planck, sia usando la temperatura della radiazione cosmica di fondo sia attraverso nuove misure molto dettagliate di polarizzazione.

Questo valore rimane lontano da quello ottenuto osservando stelle e galassie vicine. La discrepanza non può quindi essere spiegata con errori nei dati satellitari, ma indica che il modello cosmologico che descrive l’Universo potrebbe essere incompleto. Inoltre, l’analisi dei modelli estesi mostra che le principali soluzioni proposte per risolvere questa differenza non sono compatibili con le nuove misure. “I nostri risultati – afferma Colin Hill, cosmologo della Columbia University e co-responsabile di uno dei paper – dimostrano che la costante di Hubble concorda con quella di Planck, non solo per quanto riguarda i dati sulla temperatura, ma anche per la polarizzazione, rendendo la discrepanza di Hubble ancora più robusta. Si tratta di una scoperta cruciale, perché ora sappiamo che il modello che utilizziamo per descrivere l’Universo non è accurato”. Negli ultimi decenni, proprio a causa della tensione di Hubble, sono state proposte molte versioni “estese” del modello standard per cercare di risolvere la discrepanza. Tuttavia, nessuno di questi sembra funzionare. “Li abbiamo valutati in modo completamente indipendente – aggiunge Erminia Calabrese, prima firma di un altro articolo – il risultato è chiaro: le nuove osservazioni hanno eliminato la possibilità di questo tipo di esercizio”. Nel complesso, sottolineano gli autori, i nuovi risultati forniscono un quadro composito estremamente ricco. “Abbiamo fornito la prima interpretazione – conclude Calabrese – siamo lieti di condividere il nostro lavoro con la comunità scientifica, nella speranza che i nostri colleghi continuino a esplorare tali dati, alla ricerca di informazioni preziose e interessanti”.(30Science.com)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).