Roma – L’intelligenza artificiale, IA, portà svolgere compiti alla velocità della luce. Lo rivela uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Aalto, riportato su Nature Photonics. Gli scienziati hanno sviluppato un nuovo approccio che esegue complessi calcoli tensoriali, strumenti essenziali nelle applicazioni della matematica, sul quale si basano le moderne tecnologie e l’intelligenza artificiale, IA. Il sistema, che utilizza una singola propagazione di luce, ha dimostrato di raggiungere un potenziale di calcolo che si realizza alla velocità della luce. Questa svolta rappresenta un passo notevole verso l’hardware di intelligenza artificiale generale, AGI, di prossima generazione alimentato dal calcolo ottico, superando i limiti di velocità e consumo energetico dei processori elettronici convenzionali come le GPU. I calcoli tensoriali, che includono operazioni cruciali per il deep learning come le convoluzioni e i livelli di attenzione, vengono eseguiti simultaneamente e in parallelo attraverso l’interazione delle onde luminose. I dati digitali, o numeri, vengono codificati nell’ampiezza e nella fase delle onde luminose, trasformando i dati in proprietà fisiche del campo ottico. Quando questi campi luminosi interagiscono e si combinano, eseguono naturalmente operazioni matematiche, come moltiplicazioni di matrici e tensori. L’intero processo, dalla ricezione dell’input all’ottenimento dell’output, avviene in un singolo passaggio di luce, single-shot, eliminando la necessità di controllo attivo o commutazione elettronica durante il calcolo. “Mentre gli esseri umani e i computer classici devono eseguire queste operazioni passo dopo passo, la luce può eseguirle tutte contemporaneamente”, ha detto Yufeng Zhang, dell’Università di Aalto. Questo metodo offre un enorme potenziale per l’accelerazione dei compiti IA. L’elaborazione avviene alla velocità della luce, un fattore limitante per l’elettronica. Poiché le operazioni sono passive e ottiche, il consumo energetico è previsto essere estremamente basso. Il gruppo di ricerca prevede di estendere l’approccio introducendo diverse lunghezze d’onda della luce per gestire operazioni tensoriali di ordine ancora superiore. L’obiettivo finale è integrare questo framework computazionale direttamente sui chip fotonici e sulle piattaforme hardware esistenti entro 3-5 anni, creando una nuova generazione di sistemi di elaborazione ottica per l’IA. (AGI) Lucrezia Parpaglioni
Lucrezia Parpaglioni
L’IA potrà ragionare alla velocità della luce
(17 Novembre 2025)
Lucrezia Parpaglioni
Sono nata nel 1992. Sono laureata in Media Comunicazione digitale e Giornalismo presso l'Università Sapienza di Roma. Durante il mio percorso di studi ho svolto un'attività di tirocinio presso l'ufficio stampa del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Qui ho potuto confrontarmi con il mondo della scienza fatto di prove, scoperte e ricercatori. E devo ammettere che la cosa mi è piaciuta. D'altronde era prevedibile che chi ha da sempre come idolo Margherita Hack e Sheldon Cooper come spirito guida si appassionasse a questa realtà. Da qui la mia voglia di scrivere di scienza, di fare divulgazione e perché no? Dimostrare che la scienza può essere anche divertente.