Roma – Uno studio pubblicato su Frontiers in Physics rivela che i dipinti realizzati da bambini con la tecnica del “pour-painting” condividono caratteristiche strutturali con le opere di Jackson Pollock, uno dei principali esponenti dell’espressionismo astratto. L’analisi, guidata da Richard Taylor dell’Università dell’Oregon, mostra che i pattern generati dai più piccoli sono distinguibili da quelli degli adulti, ma risultano sorprendentemente più vicini alle trame frattali del celebre artista americano rispetto ai lavori realizzati da adulti con la stessa tecnica. La ricerca coinvolge 18 bambini di età compresa tra 4 e 6 anni e 34 adulti tra 18 e 25 anni, invitati a ricreare un dipinto alla maniera di Pollock, con tele adagiate a terra e vernice diluita lanciata o fatta colare tramite movimenti del braccio. L’obiettivo era studiare come lo sviluppo del controllo corporeo e dell’equilibrio biomeccanico influenzi la traiettoria del gesto pittorico. Le prime raccolte di dati risalgono al 2002, sono state riprese nel 2018 e ora completate in un lavoro che acquista ulteriore rilevanza dopo la pandemia, un periodo in cui gli studi su fractalità e benessere hanno registrato nuovo interesse. Le analisi si basano su due metriche: la dimensione frattale, che descrive la complessità della distribuzione della vernice nello spazio, e la lacunarità, che misura la variabilità dei vuoti tra i cluster di colore. I risultati indicano che i dipinti degli adulti presentano densità più elevate e traiettorie più ampie, con cambi di direzione frequenti che rendono i pattern più ricchi e multiscalari. I dipinti dei bambini mostrano invece strutture più semplici, percorsi meno variati e una maggiore presenza di spazi vuoti: caratteristiche che, secondo gli autori, derivano dai limiti del controllo motorio e dell’equilibrio a quell’età. Tuttavia, proprio questa semplicità avvicina le opere infantili ad alcune dinamiche frattali ricorrenti nella natura – come quelle di nuvole, alberi e corsi d’acqua – e frequentemente richiamate nelle composizioni di Pollock. L’analisi comparativa con “Number 14” di Pollock e con “Young Man Intrigued by the Flight of a Non-Euclidean Fly” di Max Ernst mostra che il quadro di Ernst ricade pienamente nel range dei bambini, mentre l’opera di Pollock si colloca nella fascia adulta, ma con valori prossimi al limite inferiore, coerenti con l’equilibrio biomeccanico ridotto dell’artista documentato in letteratura. Oltre alla struttura matematica delle opere, il team ha anche esaminato la percezione dei quadri prodotti dagli adulti: quelli con minore complessità frattale e maggiori spazi vuoti sono stati giudicati più piacevoli, un risultato che gli studiosi collegano alla familiarità biologica del nostro sistema visivo per le forme naturali. Poiché i dipinti dei bambini condividono queste caratteristiche, gli autori ipotizzano che possano essere percepiti come particolarmente gradevoli. Gli studiosi intendono ora ampliare l’analisi a un maggior numero di artisti e combinare le tecniche frattali con sistemi di motion capture per correlare in modo diretto il gesto motorio alla struttura del dipinto. Secondo Taylor, la capacità di trasformare limiti fisici o cognitivi in risultati estetici complessi è un tratto ricorrente nella storia dell’arte, che accomuna Pollock a casi come Monet, Van Gogh e de Kooning. (30Science.com)
Valentina Arcovio
I dipinti dei bambini ricordano quelli di Pollock
(20 Novembre 2025)
Valentina Arcovio