Gianmarco Pondrano d'Altavilla

Cometa 3I/ATLAS, INAF, il 9 dicembre sarà visibile nei nostri cieli, nuove immagini Nasa

(20 Novembre 2025)

Roma – “L’oggetto interstellare 3I/ATLAS si sta sempre più avvicinando al nostro pianeta e il 9 dicembre sarà a 1.838 unità astronomiche dalla Terra. Sarà visibile in buone condizioni di luce tra l’Ovest celeste e il Sud Ovest tra la costellazione della Vergine e il Leone” Così all’AGI Mario Giuseppe Guarcello, Primo Ricercatore INAF presso l’Osservatorio Astronomico di Palermo ha dato conto delle ultime novità sull’oggetto interstellare 3I/ATLAS che tanto ha fatto discutere di sé per una presunta origine aliena. “Come è stato oramai acclarato – ha continuato – si tratta di una cometa ma il suo viaggio resta estremamente affascinante: è un pezzo di sistemi stellari lontanissimi che ci mette in contatto con parti per noi irraggiungibili dell’ Universo”. Al momento è a 2.045 unità astronomiche dalla Terra e a 1.567 dal Sole (ogni unità astronomica rappresenta circa 150 milioni di chilometri). Sta procedendo ad una velocità rispetto al Sole pari a 58 km al secondo.

Una versione annotata dell’immagine di 3I/ATLAS catturata dal Mars Reconnaissance Orbiter della NASA mostra la traiettoria della cometa interstellare insieme a una barra di scala. L’immagine è stata catturata dalla telecamera HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) della sonda il 2 ottobre 2025.
Crediti immagine: NASA/JPL-Caltech/Università dell’Arizona

 

Dopo l’incontro con la Terra – che date le distanze in campo non offre motivi di preoccupazioni – proseguirà il suo viaggio, uscendo nuovamente dal Sistema Solare: “Si perderà nella Galassia – continua Guarcello – e sebbene si abbiano dati molto più precisi ora sulla sua traiettoria è molto difficile sapere quali saranno le sue prossime tappe anche perché non dimentichiamoci che anche le stelle della Via Lattea sono in continuo movimento. Quello che invece è molto probabile è che non sarà l’ultimo ‘visitatore interstellare’ che si presenterà nel nostro Sistema. Alcuni studi stimano che vi sia una densità media di questi oggetti interstellari di 0.1 ogni unità astronomica cubica, il che significa una cosa come 10^25 — 10^26 oggetti di questi tipo in tutta la Via Lattea. Un numero enorme che ci fa sperare di avere relativamente presto un altro ‘incontro’”.

Nel frattempo, proprio ieri sera la Nasa ha pubblicato nuove immagini della cometa catturate dalle sonde che orbitano intorno a Marte. Il Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) ha scattato un primo piano della cometa, mentre l’orbiter MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile EvolutioN) ha catturato immagini ultraviolette e anche il rover Perseverance ne ha intravisto una debole traccia.  Le immagini di MRO consentiranno agli scienziati di stimare meglio le dimensioni della cometa, e le immagini di MAVEN sono uniche tra tutte le osservazioni di quest’anno nel determinare la composizione chimica della cometa e la quantità di vapore acqueo rilasciata quando il Sole la riscalda. Questi dettagli aiuteranno gli scienziati a comprendere meglio il passato, il presente e il futuro di questo oggetto. La cometa sarà nel punto più vicino alla Terra venerdì 19 dicembre. Il 2 ottobre, MRO ha osservato 3I/ATLAS da 30 milioni di chilometri di distanza, con una delle viste più ravvicinate che si prevede possano ottenere da qualsiasi sonda spaziale della NASA o telescopi terrestri. Catturata a una scala di circa 30 chilometri per pixel, 3I/ATLAS appare come una sfera bianca con intorno una nube di polvere e ghiaccio chiamata chioma.(30Science.com)

Gianmarco Pondrano d'Altavilla