(30science.com) – Roma, 10 ott. – Si chiama semaglutide, è un medicinale sviluppato per contrastare il diabete che potrebbe rivelarsi efficace anche per il trattamento dell’obesità. Questo, almeno, è quanto emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Medicine, condotto dagli scienziati dell’Università dell’Alabama a Birmingham, dell’University College di Londra e dell’Università di Palermo. Il team, guidato da W. Timothy Garvey, Rachel L. Batterham e Silvio Buscemi, ha coinvolto 304 partecipanti al programma di sperimentazione, chiamato STEP 5 (Semaglutide Treat ment Effect in People with Obesity). Nel periodo compreso tra il 5 ottobre 2018 e il 1 febbraio 2019, metà della coorte ha ricevuto 2,4 milligrammi di semaglutide una volta alla settimana, mentre al gruppo di controllo è stato somministrato un placebo. I volontari erano adulti con obesità e almeno una comorbilità correlata al peso, l’età media era di 47,3 anni e il peso medio era di 106,0 kg. I ricercatori hanno scoperto che i pazienti che avevano assunto semaglutide mostravano una diminuzione del 15,2 per cento del peso corporeo, mentre il gruppo di controllo era calato in media del 2,6 per cento. Nel periodo di follow-up di due anni, gli scienziati hanno valutato gli effetti a lungo termine del farmaco. Stando a quanto emerge dall’indagine, il trattamento a base di semaglutide è stato efficace nel ridurre il peso corporeo. “I nostri risultati – scrivono gli autori – supportano l’utilizzo del medicinale per aiutare i pazienti con obesità a ritrovare la linea e mantenere gli obiettivi raggiunti. Il farmaco sembra infatti più efficace rispetto a farmacoterapie simili. Nei prossimi step cercheremo di convalidare i risultati e avviare trial di sperimentazione con coorti più numerose”. (30science.com)
Valentina Di Paola
Ricerca Italiana: buoni risultati clinici nuovo farmaco anti obesità sperimentato a Palermo
(10 Ottobre 2022)
Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).