Roma – I focolai di virus del cimurro canino (CDV) possono guidare l’evoluzione del colore della pelliccia e il comportamento di accoppiamento nei lupi. Lo rivela uno studio, pubblicato sulla rivista Science, condotto dagli scienziati dell’Università di Montpellier. Il team, guidato da Sarah Cubaynes, ha utilizzato dati su larga scala per mappare i focolai di malattia del Nord America, considerando le popolazioni di lupi di Yellowstone. Stando a quanto emerge dall’indagine, gli esemplari dal manto nero sono meno a rischio di morte in caso di epidemia CDV rispetto ai lupi con pelo grigio. Allo stesso tempo, però, gli animali più scuri sembravano associati a un successo riproduttivo inferiore rispetto ai lupi grigi.
- Circa metà neri e metà grigi, i membri del Druid Peak Pack si riuniscono per ululare a un branco di lupi vicino. CREDITO Daniel Stahler/NPS
- Una femmina grigia (omozigote per il locus K) cavalca un riproduttore maschio dominante nero (eterozigote per il locus K) in un comportamento di corteggiamento ritualizzato nel Druid Peak Pack. CREDITO Daniel Stahler/NPS
- I membri del Druid Peak Pack nel Parco Nazionale di Yellowstone si cimentano in un gioco di inseguimenti. Il lupo di colore grigio a sinistra rappresenta il fenotipo grigio omozigote, mentre il lupo di colore nero a destra rappresenta il fenotipo nero K-locus. CREDITO Daniel Stahler/NPS
- Un branco di lupi nel Parco Nazionale di Yellowstone che mostra entrambi i fenotipi del colore del mantello viaggiano attraverso il loro territorio. CREDITO Daniel Stahler/NPS
- Il Mollie’s Pack nel Parco Nazionale di Yellowstone, come la maggior parte dei branchi, è composto da lupi di colore nero e grigio. CREDITO Daniel Stahler/NPS
- Un maschio grigio e una femmina nera sono bloccati in una cravatta copulatoria mentre altri compagni di branco si radunano, dimostrando una scelta disassortitiva del compagno basata sul colore del mantello. CREDITO Daniel Stahler/NPS
Il CDV, spiegano gli autori, è una malattia respiratoria contagiosa che può infettare la maggior parte dei carnivori, compresi i lupi, che ne sono particolarmente suscettibili. Nonostante si sappia molto poco sull’evoluzione dei patogeni canini e sull’emergere di nuovi ceppi di malattie nelle popolazioni animali, la conoscenza sulla resistenza dell’ospite risulta ancora più nebulosa. In molte specie, il colore può variare a seconda delle caratteristiche dell’ambiente, come l’altitudine o la presenza di predatori. Gli studiosi hanno utilizzato i dati trasversali di 12 popolazioni di lupi del Nord America, per valutare se la variazione osservata nella frequenza del colore dei lupi dal manto nero sia o meno correlata con i focolai di CDV. Gli scienziati hanno stimato che la frequenza delle ondate virali genera una selezione fluttuante che si traduce in un vantaggio genetico che guida la manifestazione dell’allele nero. Nelle aree in cui il virus del cimurro è endemico, concludono gli esperti, queste caratteristiche possono guidare la preferenza per la scelta del compagno, mentre nelle zone in cui il CDV è meno presente, i lupi grigi sembrano associati a un maggiore successo riproduttivo. (30science.com)







