Valentina Di Paola

I virus influenzano il colore della pelliccia dei lupi

(21 Ottobre 2022)

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Roma – I focolai di virus del cimurro canino (CDV) possono guidare l’evoluzione del colore della pelliccia e il comportamento di accoppiamento nei lupi. Lo rivela uno studio, pubblicato sulla rivista Science, condotto dagli scienziati dell’Università di Montpellier. Il team, guidato da Sarah Cubaynes, ha utilizzato dati su larga scala per mappare i focolai di malattia del Nord America, considerando le popolazioni di lupi di Yellowstone. Stando a quanto emerge dall’indagine, gli esemplari dal manto nero sono meno a rischio di morte in caso di epidemia CDV rispetto ai lupi con pelo grigio. Allo stesso tempo, però, gli animali più scuri sembravano associati a un successo riproduttivo inferiore rispetto ai lupi grigi.

Il CDV, spiegano gli autori, è una malattia respiratoria contagiosa che può infettare la maggior parte dei carnivori, compresi i lupi, che ne sono particolarmente suscettibili. Nonostante si sappia molto poco sull’evoluzione dei patogeni canini e sull’emergere di nuovi ceppi di malattie nelle popolazioni animali, la conoscenza sulla resistenza dell’ospite risulta ancora più nebulosa. In molte specie, il colore può variare a seconda delle caratteristiche dell’ambiente, come l’altitudine o la presenza di predatori. Gli studiosi hanno utilizzato i dati trasversali di 12 popolazioni di lupi del Nord America, per valutare se la variazione osservata nella frequenza del colore dei lupi dal manto nero sia o meno correlata con i focolai di CDV. Gli scienziati hanno stimato che la frequenza delle ondate virali genera una selezione fluttuante che si traduce in un vantaggio genetico che guida la manifestazione dell’allele nero. Nelle aree in cui il virus del cimurro è endemico, concludono gli esperti, queste caratteristiche possono guidare la preferenza per la scelta del compagno, mentre nelle zone in cui il CDV è meno presente, i lupi grigi sembrano associati a un maggiore successo riproduttivo. (30science.com)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).