Contrordine, il disaccoppiamento fa male agli USA, non alla Cina

19 Set, 2022
Valentina Di Paola
News | Transizione ecologica

(30Science.com) – Roma, 19 set. – Gli sforzi degli Stati Uniti per disaccoppiarsi dalla Cina sulle tecnologie per l’energia pulita potrebbe danneggiare gli sforzi nazionali e globali per mitigare il cambiamento climatico. Lo rivela uno studio, pubblicato sulla rivista Science, condotto dagli scienziati dell’Università della California a San Diego. Il team, guidato da Michael Davidson, sfida la teoria comune secondo cui la collaborazione con la Cina presenterebbe sostanziali rischi economici e per la sicurezza nazionale.

Lo studio mostra che per molte tecnologie la vicinanza con la potenza orientale rappresenta un vantaggio per l’amministrazione statunitense. “La lotta al cambiamento climatico negli Stati Uniti – afferma Davidson – dipende fortemente dalla disponibilità di tecnologie a basse emissioni. Uno dei principali vantaggi dell’integrazione sarebbe il rendere queste alternative più convenienti. Per eliminare le barriere all’integrazione, è necessario considerare gli obiettivi politici specifici sulle strategie volte a contrastare il cambiamento climatico”.

I ricercatori hanno esaminato le affermazioni dei responsabili politici americani, secondo cui la collaborazione con la Cina sulle tecnologie a basse emissioni di carbonio potrebbe minacciare gli interessi economici e di sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Utilizzando dati quantitativi e qualitativi, l’analisi fornisce una ripartizione dei rischi per cinque diversi approcci volti a ridurre le emissioni di anidride carbonica: energie eolica e solare, tecniche di cattura e sequestro del carbonio, batterie ecosostenibili e acciaio ‘green’.

I nostri risultati – sostiene Davidson – rivelano che le minacce alla sicurezza nazionale sono attenuate nelle varie tecnologie a basse emissioni di carbonio. I pannelli solari fotovoltaici e le batterie presentano maggiori rischi di interruzione della catena di approvvigionamento a causa dell’elevata concentrazione di produzione in Cina. Per mitigare questi rischi, è possibile prendere in considerazione una serie di situazioni in cui la diversificazione può raggiungere gli obiettivi politici di riduzione delle minacce”.

La costruzione di pannelli fotovoltaici è solitamente la parte meno laboriosa dell’intera impresa. In genere ci sono molte più persone coinvolte nello sviluppo del progetto, nell’installazione, nella manutenzione e nelle operazioni del solare. Vista la difficoltà di quantificare l’entità dei rischi associati a queste tecnologie, i ricercatori forniscono esempi di casi studio che combinano valutazioni quantitative e soggettive, combinate per elaborare un livello di rischio per ogni categoria, ad esempio perdita di posti di lavoro, violazioni della proprietà intellettuale o interruzioni nella catena di approvvigionamento.

Per la maggior parte delle tecnologie – concludono gli autori – il disaccoppiamento sembra peggiore dell’integrazione con la Cina. Ci sono enormi vantaggi nell’avere catene di approvvigionamento aperte. Modificare questo approccio può essere deleterio in molti sensi. Prima di procedere in questa direzione sarebbe pertanto opportuno valutare attentamente il modello rischi-benefici”. (30Science.com)

Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e quest’anno ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).
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