Valentina Di Paola

Servono più lupi e castori per rinnovare il selvaggio West

(9 Agosto 2022)

Rimani aggiornato su "OSSERVATORIO LUPO ITALIA"

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Roma – Il ripristino dell’ecosistema degli Stati Uniti occidentali non può prescindere dalla protezione delle specie di lupo grigio, Canis lupus, e il castoro nordamericano, Castor canadensis. Lo suggerisce uno studio, pubblicato sulla rivista BioScience, condotto dagli scienziati dell’American Institute of Biological Sciences. Il team, guidato da William J. Ripple, ha esaminato una proposta per un Western Rewilding Network, che comprende 11 grandi aree di riserva già di proprietà del governo federale, nelle quali si dovrebbe dare priorità alla conservazione di due specie chiave, i lupi grigi e i castori nordamericani. Gli scienziati sostengono che la cessazione del pascolo del bestiame su alcune terre federali, insieme al ripristino di queste due specie chiave, potrebbe innescare una serie di effetti benefici per l’ecosistema.

Un lupo grigio nelle Montagne Rocciose canadesi
CREDITO
Foto di Brianna R. su Unsplash

Lupi e castori, sottolineano gli studiosi, sono associati a impatti molto ampi sull’ambiente. “Abbattendo alberi e arbusti e costruendo dighe – affermano gli autori – i castori arricchiscono l’habitat dei pesci, favorendo la ritenzione di sedimenti e mantenendo i flussi di acqua durante i fenomeni di siccità”. I lupi condividono un potenziale simile per rimodellare gli ecosistemi e potrebbero contribuire al controllo naturale degli ungulati nativi sovrabbondanti. Il piano di rinaturalizzazione, sottolineano gli scienziati, potrebbe produrre effetti a cascata, fino ad avvantaggiare la maggior parte delle 92 specie considerate in pericolo o in via di estinzione. “Il periodo di crisi convergenti nella costa ovest americana – concludono gli esperti – è favorevole per intraprendere azioni ambiziose. È il momento di agire per contrastare non solo l’emergenza climatica, ma anche la perdita di biodiversità”. (30Science.com)

Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).