Roma – La mutazione genetica che porta a una diminuzione delle dimensioni corporali nei cani era presente anche nei lupi 54 mila anni fa. Lo rivela uno studio, pubblicato sulla rivista Current Biology, condotto dagli scienziati del National Institutes of Health (NIH), dell’Università di Oxford e della Ludwig Maximilian University, che hanno identificato una particolarità genetica condivisa con le antiche popolazioni di lupi, che guida l’ormone della crescita nei cani di piccola taglia. Il team, guidato da Jocelyn Plassais e Elaine Ostrander, ha individuato trovato una forma inversa del gene del fattore di crescita simile all’insulina 1 (IGF1) con varianti correlate alle dimensioni del corpo. Secondo le attuali teorie, sottolineano gli esperti, le dimensioni dei cani sono diminuite successivamente all’addomesticamento, ma questo lavoro suggerisce una visione differente. “Abbiamo esaminato 200 razze di canidi – riporta Ostrander – e poi abbiamo scoperto che questa mutazione era presente anche in un esemplare di Canis lupus campestris, un lupo siberiano vissuto 54 mila anni fa, molto prima del processo di addomesticamento dei cani. Sembra che questa caratteristica fosse già presente negli antenati dei cani, pronta a emergere quando l’evoluzione l’avesse resa necessaria”. I ricercatori continueranno a studiare le firme genetiche legate alle dimensioni corporee dei cani. “I canidi sono caratterizzati da solo 25 geni che regolano la struttura del corpo – conclude Ostrander – mentre negli esseri umani sono centinaia. Vogliamo capire come l’evoluzione abbia portato a così tante differenze nei nostri amici a quattro zampe in un periodo relativamente breve, per cui esistono chihuahua e alani con similitudini e distinzioni significative nel DNA”.(30Science.com)
Valentina Di Paola
Il gene dei cani piccoli era presente anche nei lupi
(27 Gennaio 2022)
Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).