(30Science.com) – Roma, 26 gen. – Durante il primo lockdown in Europa, la migliore qualità dell’aria potrebbe aver contribuito a una riduzione di oltre 800 decessi legati all’inquinamento. Lo rivela uno studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, condotto dagli scienziati della London School of Hygiene & Tropical Medicine (LSHTM), del Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) e del Centro Europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF).
Il team, guidato da Antonio Gasparrini, ha valutato le conseguenze sulla salute determinate dalla sospensione della maggior parte delle attività sociali durante la diffusione iniziale della pandemia. Le rigide politiche di quarantena, riportano gli esperti, hanno ridotto i livelli di inquinamento atmosferico e il numero di decessi associati. Il gruppo di ricerca ha confrontato le politiche governative di 47 città europee da febbraio a luglio 2020, valutando i cambiamenti nei livelli di inquinamento e le quote di morti evitate grazie alla migliore qualità dell’aria.
Stando ai risultati dell’indagine, in Spagna, Francia e Italia è stato registrato tra il 50 e il 60 per cento in meno di diossido di azoto (NO2), la riduzione più significativa in tutta Europa. I livelli di particolato fine PM 2,5 e PM 10 sono calati in modo meno intenso, perché si tratta di inquinanti provenienti anche da fonti naturali o da attività residenziali.
“Il lockdown durante la prima ondata di pandemia – osserva Gasparrini, docente presso la LSHTM – ha provocato enormi disagi sanitari e sociali, ma ha posto delle condizioni uniche per indagare gli effetti di politiche rigorose per la riduzione dei livelli di inquinamento nelle aree urbane. Le informazioni che abbiamo ottenuto possono essere estremamente utili in ottica di progettazione di politiche efficaci volte ad affrontare il problema dell’inquinamento”.
Sulla base di quanto emerge dalle statistiche ottenute, nel periodo di osservazione sono stati evitati 485 decessi associati all’esposizione al diossido di azoto e otre 800 in relazione a tutti gli inquinanti. Londra, Barcellona e Milano sono state tra le prime sei città con il maggior numero di morti evitate. “I lavori come questo – osserva Rochelle Schneider, docente presso la LSHTM – evidenziano l’importanza di intraprendere azioni mirate per migliorare la qualità dell’aria urbana, in modo da preservare la salute umana e ambientale”. (30Science.com)

