Roma – Nel sito paleoantropologico di Dmanisi, in Georgia, sono stati rinvenuti i resti di un Canis (Xenocyon) lycaonoides, l’antenato più probabile dell’attuale licaone. Descritto sulla rivista Scientific Reports, il ritrovamento suggerisce che la specie di canidi potrebbe aver convissuto con l’Homo erectus, i cui resti sono stati identificati nello stesso sito. Il gruppo di ricerca, guidato da Saverio Bartolini Lucenti, docente presso l’Università di Firenze, ha recuperato delle strutture dentali di un esemplare che è stato riconosciuto come lycaonoides. “Quello di Dmanisi – dice Bartolini Lucenti – è un sito paleoantropologico unico, è il più antico in Eurasia a contenere reperti ossei ed evidenze dirette dell’occupazione da parte di Homo erectus, seppur in una delle prime forme evolutive della specie. I fossili risalgono infatti a 1,8 milioni di anni fa. Ci sono altri siti così antichi che testimoniano l’out of Africa, per usare una locuzione paleoantropologica, ma sono solo litici, non ci sono ossa”. Nel sito di Dmanisi, inoltre, sono stati rinvenuti migliaia di reperti di fauna, che testimoniano una biodiversità molto ricca di carnivori ed erbivori”. L’esperto spiega che fin dall’inizio degli scavi negli anni ’80 il luogo ha prodotto evidenze della presenza di diverse specie carnivore, da tigri dai denti a sciabola fino a pantere, lupi, volpi e iene. “I principali assenti erano i canidi di grandi dimensioni – commenta Bartolini Lucenti – eravamo davvero sorpresi di non aver trovato prove di licaoni o animali ecologicamente affini. Nel 2018 è stato trovato il primo e attualmente unico pezzo di lycaonoides. Era un singolo frammento di mandibola e un primo molare inferiore, ma è stato sufficiente per permetterci di riconoscere la specie come Canis (Xenocyon) lycaonoides” La particolarità, precisa il ricercatore, riguarda proprio il livello evolutivo di questo animale, che non era paragonabile agli esemplari rinvenuti nelle zone limitrofe e risalenti allo stesso periodo. “Si trattava di un canide maggiormente adattato a una dieta ipercarnivora – prosegue lo scienziato – per cui la sua alimentazione si basava per almeno il 70 per cento di prede di grandi dimensioni. L’analisi delle porzioni dentali ci ha permesso di riconoscere la specie. Questo è interessante perché ci siamo accorti di avere a che fare con il più antico lycaonoides dell’Eurasia, che riempie un vuoto paleontologico e rappresenta il primo passo per ricostruire l’origine della specie”. Parlando di questi potenziali antenati dell’attuale licaone, il ricercatore sottolinea che esistono evidenze fossili dirette che questi animali manifestassero un comportamento sociale molto forte. “I licaoni oggi si occupano del branco – spiega – si prendono cura dei piccoli indipendentemente dai legami di parentela e accudiscono gli esemplari malati, possono persino rigurgitare il cibo per permettere ai feriti di mangiare. In Spagna, ad esempio, è stato trovato il cranio di un individuo con gravi malformazioni congenite, che ha raggiunto l’età adulta nonostante l’impossibilità a cacciare. Non sarebbe sopravvissuto senza l’aiuto sociale”. “Allo stesso modo – continua l’esperto – anche la specie Homo è caratterizzata da una spiccata socialità e dall’attenzione al prossimo. A Dmanisi sono state infatti trovate evidenze ossee di un Homo sopravvissuto per oltre due anni dopo aver perso quasi tutti i denti. In un periodo in cui i nostri antenati non padroneggiavano il fuoco, è ovvio pensare che questo esemplare deve essere stato accudito dai suoi simili”. L’autore, insieme ai colleghi Lorenzo Rook, dell’Università di Firenze e Bienvenido Martínez Navarro dell’Universitat Rovira i Virgili, Tarragona, ha collegato queste due specie sociali e le motivazioni legate al loro successo ecologico. “Gli erectus sono gli ominidi più cosmopoliti – aggiunge ancora Bartolini Lucenti – e sappiamo che nella rapida migrazione della specie la socialità ha giocato un ruolo fondamentale. Quello che proponiamo nel nostro lavoro è uno schema di interazione tra le due specie antiche, molto probabilmente basato sulla competizione. Gli Homo avrebbero potuto cercare di accaparrarsi le prede cacciate dai lycaonoides, che, tra i grandi carnivori dell’epoca, erano probabilmente i più vulnerabili da questo punto di vista, specialmente con i mezzi a disposizione degli ominidi”. “La socialità di queste due specie ha rappresentato sicuramente un vantaggio – conclude Bartolini Lucenti – e sfumava nell’altruismo e nella cura del prossimo. Il nostro lavoro suggerisce che l’interazione tra gli antenati dei licaoni e gli Homo erectus potrebbe risalire a un periodo antecedente rispetto a quanto si pensasse precedentemente”. (30Science.com)
Valentina Di Paola
Trovati i resti di un antenato del licaone in Europa
(29 Luglio 2021)
Valentina Di Paola
Classe ’94, cresciuta a pane e fantascienza, laureata in Scienze della comunicazione, amante dei libri, dei gatti, del buon cibo, dei giochi da tavola e della maggior parte di ciò che è anche solo vagamente associato all’immaginario nerd. Collaboro con 30science dal gennaio 2020 e nel settembre 2021 ho ottenuto un assegno di ricerca presso l’ufficio stampa dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche. Se dovessi descrivermi con un aggettivo userei la parola ‘tenace’, che risulta un po’ più elegante della testardaggine che mi caratterizza da prima che imparassi a usare la voce per dar senso ai miei pensieri. Amo scrivere e disegnare, non riesco a essere ordinata, ma mi piace pensare che la mia famiglia e il mio principe azzurro abbiano imparato ad accettarlo. La top 3 dei miei sogni nel cassetto: imparare almeno una lingua straniera (il Klingon), guardare le stelle più da vicino (dal Tardis), pilotare un velivolo (il Millennium Falcon).